mercoledì 10 dicembre 2008


Varese – La sindrome di Down, conosciuta anche come trisomia 21 , a causa di una copia in più di questo cromosoma, tra qualche anno potrebbe essere curata direttamente nel grembo materno.

Un esperimento condotto sui topi mostra la possibilità di contrastare, almeno in parte, gli effetti della sindrome di Down ancora prima della nascita, infatti un gruppo di ricercatori americani del National Institute of Health di Bethesda, come si legge su ’New Scientist’, ha scoperto che la sindrome inibisce lo sviluppo nelle cellule nervose di due proteine chiave, Nap e Sal, le quali rappresentano la causa di alterazioni nello sviluppo mentale.

I ricercatori americani hanno iniettato le proteine chiave in alcune cavie incinte di topolini Down e hanno notato che i piccoli sono nati senza presentare i problemi legati alla sindrome. Gli esperti dicono che non è detto che i risultati molto incoraggianti ottenuti sui topi siano replicabili sul uomo, ciò nonostante è lecito sperare.

In genere i bimbi Down soffrono di una gran varietà di problemi cardiaci e dello sviluppo e di difficoltà di apprendimento di vario grado.

Nello studio, pubblicato su ’Obstetrics and Gynaecology’, si è visto che i piccoli di topo, una volta nati, avevano uno sviluppo analogo a quello dei coetanei; inoltre il cervello dei topolini trattati mostrava livelli normali di una proteina che è sottoprodotta negli animali Down. Ora i ricercatori stanno seguendo gli esemplari curati già nella pancia della mamma, per vedere se gli effetti positivi sono temporanei o permanenti.

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