giovedì 9 ottobre 2008

Varese - Si è conclusa con una grande palla di fuoco la missione della navetta automatica dell’ESA (Agenzia spaziale europea) Jules Verne; il Veicolo di trasferimento automatico (atv) è esploso nell’impatto con l’atmosfera terrestre come previsto dagli esperti, termina così, dopo cinque mesi, l’avventura della prima navicella completamente automatizzata realizzata dall’Agenzia spaziale europea.

Quando sui monitor del centro di controllo della missione, che si trova in Francia a Tolosa, alle 15:43, è apparsa una macchia bianca e si è capito che la navetta cilindrica, lunga oltre 10 metri e dal diametro di 4,5, era esplosa, ricercatori e tecnici hanno sollevato dei cartelli con la scritta “Bye bue Jules”. Una parte dei frammenti - circa il 20% di essi (il dato esatto arriverà nel fine settimana) - è caduta in una zona disabitata dell'Oceano Pacifico meridionale, tra Cile e Nuova Zelanda, nella quale era stato temporaneamente bloccato il traffici aereo e marittimo.

La missione della navetta Jules Verne ha rappresentato una novità assoluta in campo aerospaziale: il 3 aprile scorso l'Atv ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e si è agganciata ad essa in modo completamente autonomo; ha portato a bordo 856 chilogrammi di propellente, 21 di ossigeno, 270 di acqua potabile, cibo e materiale scientifico; ma soprattutto ha giocato un ruolo attivo e di primo piano accendendo i suoi razzi per sistemare l'assetto della stazione orbitale. Ha anche salvato l'Iss dall'impatto con il frammento di un vecchio satellite.

La sua zona pressurizzata era così silenziosa che gli astronauti l'hanno scelta spesso per dormire e, infine, la navetta ha liberato la stazione orbitale da un bel po' di spazzatura (fra vecchi strumenti, materiali da imballaggio, copertine termiche e lampade rotte), bruciata con lei al rientro nell'atmosfera.

Un pieno successo per il progetto, costato 1,3 miliardi di euro nei dieci anni di sviluppo e che ha impegnato una squadra di industrie europee guidata dalla Eads Astrium, con la Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) come principale fornitore.

Per il futuro, direttore dei Voli umani dell' Esa, Simonetta Di Pippo afferma: "con la Columbus l'Atv ha dimostrato la competenza raggiunta dall'Europa nella costruzione, nel lancio e nel controllo delle infrastrutture spaziali e questo fatto aiuterà a definire un quadro complessivo in vista di voli con uomini a bordo verso e dalla Stazione spaziale per le future attività di esplorazione "; una prospettiva alla quale si sta già lavorando attivamente: "Abbiamo un contratto per la realizzazione di altri sei Atv entro il 2013", ha detto il direttore dei programmi e infrastrutture della Thales Alenia Space, Dino Brondolo. "Il primo di questa serie, l'Atv-2 - ha aggiunto Dino Brondolo - si trova a Torino e in primavera sarà trasferito in Germania, a Brema, per l'integrazione finale. A fine 2009 sarà trasferito a Kourou (Guyana francese) per essere lanciato nella prima metà del 2010". E sempre a Torino è in costruzione l'Atv-3.

Nessun commento: