sabato 1 novembre 2008

Varese - Una ricerca dell'Istituto di BioFisica del Cnr di Pisa, pubblicata sulla rivista Febs Letters, ha conseguito una scoperta che potenzialmente potrebbe migliorare le sorti di migliaia di persone.

Il Centro nazionale di ricerca ha mostrato che l'Iperico, ossia un prodotto officinale tratto da una pianta, potrebbe riuscire a bloccare la formazione delle placche che intasano le cellule nervose, tipiche del morbo di Alzheimer nelle fasi precoci della malattia.

Il morbo di Alzheimer è una demenza progressiva invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 60 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile) e prognosi infausta. La malattia si manifesta inizialmente come demenza caratterizzata da amnesia progressiva e altri deficit cognitivi; il deficit di memoria è prima circoscritto a sporadici episodi nella vita quotidiana e della memoria prospettica (che riguarda l'organizzazione del futuro prossimo, come ricordarsi di andare a un appuntamento); poi mano a mano il deficit aumenta. Ai deficit cognitivi si aggiungono infine ulteriori complicanze che portano a una compromissione insanabile della salute. Una persona colpita dal morbo può vivere anche una decina di anni dopo la diagnosi conclamata di malattia.

Finora l’Ipertrico è stato utilizzato contro la depressione e l'ansia, ma ora si e' visto che riesce a bloccare la formazione delle placche che distruggono le cellule nervose, prolungando così il tempo concesso da “madre natura” a chi scopre di essere affetto da questa terribile malattia degenerativa che è l’Alzheimer.

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