giovedì 18 settembre 2008


Varese 15 sett. - In questi ultimi giorni si è parlato moltissimo, a volte anche a sproposito, dell’esperimento del CERN di Ginevra; le motivazioni di tutto questo clamore sono, oltre che nel catastrofico annuncio, fatto da alcuni “scienziati”, della fine del mondo, da ricercarsi nell’immensa mole di dati (15 petabyte: 1 petabyte, ossia 1 seguito da 15 zeri: in soldoni più o meno la capacità totale di una pila di CD alta più di un chilometro e mezzo) che verrà prodotta dall’altissimo numero di collisioni di particelle, frutto degli esperimenti che si terranno nel tunnel circolare sotterraneo lungo 27 chilometri del Large Hadron Collider (LHC).

La soluzione che permetterà di analizzare tutte queste informazioni è stata trovata all’interno dello stesso CERN, con la creazione di una rete ad hoc, chiamata CERN Worldwide LHC Computing Grid.

Il computer centrale del CERN, Tier-0, fornisce a 11 centri Tier-1, dislocati in tutto il mondo, i dati grezzi, attraverso una serie di cavi a fibra ottica; questi, dopo essere stati rielaborati, vengono inviati ai 20.000 server Tier-2, i quali, essendo collegati tra loro e ai centri Tier-1, permettono ai fisici di lavorare in qualsiasi momento da ogni parte del mondo.

Nessun commento: