
Varese 9 sett. – Le biotecnologie e in particolare quelle che si avvalgono della genetica hanno fatto immensi passi avanti: dai primi esperimenti del biologo e Premio Nobel tedesco Hans Spemann del 1938, al primo animale clonato, la celeberrima pecora Dolly del 1997, al topo Cumulina dell’anno seguente, fino ad arrivare alla terapia genica e chissà a che altro.
Il massimo esperto britannico in fecondazione artificiale, Robert Winston, ha affermato che in un decennio il problema della scarsità di organi da trapianto potrebbe essere risolto; la sua idea è di alterare geneticamente dei maiali, creando suini ogm con cuori, fegati e reni trapiantabili su esseri umani. Tra qualche mesi ne inizierà la produzione negli Stati Uniti.
Il professor Winston ha spiegato al Sunday Times che la tecnica consiste nell’introduzione di una serie di geni umani nei testicoli o nello sperma dell'animale, il quale a sua volta genererà suini con organi “umanizzati”, che non siano rigettati dai sistemi immunitari dei pazienti. Sempre secondo Il professor Winston questa tecnica escluderebbe la trasmissione di pericolosi virus dall'animale all'uomo.
Per questi esponenti è stato scelto il maiale in quanto esso "ha organi delle dimensioni giuste che funzionano in modo simile a quelli umani; inoltre questo metodo è molto meno complesso di quelli basati sulla Clonazione.
Verso la fine degli Anni Novanta, erano già stati effettuati tentativi di xeno-trapianto (da animale a uomo), ma furono completamente abbandonati a causa dei rischi di rigetto e di contagio e di alcuni casi finiti con la morte del paziente. Ora il professor Winston conta di riportarli d'attualità; l’esperto, infatti, afferma: "Congegni artificiali come i cuori meccanici non hanno mai funzionato bene come quelle biologici. Si è molto parlato recentemente di crescere organi dalle cellule staminali ma questa tecnica è ancora molto primitiva e ci vorranno da venti a trent'anni perché dia frutti".
Il progetto del professore, che è fra l'altro Lord della corona inglese, è stato realizzato con la collaborazione della dottoressa Carol Readhead del California Institute of Techonology. La fase concreta, dopo gli studi teorici, sarà avviata nel Missouri perché gli Stati Uniti offrono più finanziamenti e meno restrizioni legali rispetto alla Gran Bretagna.
Secondo lord Winston molto presto si potrebbe arrivare alla costruzione di intere fattorie dove centinaia di suini geneticamente modificati vengono allevati per lo sviluppo di organi da trapianto da prelevare quando l'animale ha compiuto un anno d'età. Questa prospettiva da qualcuno può essere vista come un abominio, una specie di “fabbrica di Frankenstein”, ma, tenendo conto della penuria di organi da trapianto, questa soluzione non dovrebbe essere scartata a priori, almeno finché non saranno affinate le tecniche che dovrebbero permettere di far crescere organi dalle cellule staminali.
Nessun commento:
Posta un commento